L O A D I N G
Psicomotricista Funzionale / Pedagogista Clinico / Consulente Pedagogico / Terapista DIR-Floortime Proficiency
Pedagogia

SCUOLA...ARRIVIAMO!

- A scuola non avrà più tempo per giocare!

- Finalmente va a scuola, così le maestre lo mettono in riga!

- A scuola troverà nuovi amici, nuove maestre; ci saranno i compiti da fare, le verifiche...

- Chissà se ce la farà! Ma sì, andrà tutto bene!

- Dobbiamo far fare ai bambini le schede sui prerequisiti!

 

 

Senza che ce ne rendiamo conto, il bambino di cinque-sei anni, nei mesi che precedono l’ingresso alla scuola primaria, viene investito di tutta una serie di pensieri positivi o di preoccupazioni circa il suo passaggio alla scuola “dei grandi” e nella sua mente potrebbe alimentarsi il dubbio: I compiti a casa? Ma io voglio giocare! Le verifiche? Verrò allora giudicato da qualcuno? Quanto tempo starò a scuola? E se non troverò nessun amico con il quale condividere la mia avventura? Prerequisiti? Cosa sono?

Il tempo dell’attesa allora si può caricare di timori e di emozioni che i nostri piccoli faticano a gestire. Vediamo come aiutarli ad affrontare con maggior sicurezza questo importantissimo passaggio.

 

Cambiamento e crescita

Il passaggio alla scuola primaria significa innanzitutto cambiamento. Ad ogni età, cambiare è faticoso: implica la capacità di elaborare i passaggi, di accettare il distacco, di trovare un nuovo adattamento ad una nuova realtà. E’ una fatica che fa parte della vita e soprattutto della crescita di ognuno. I bambini vanno aiutati a sviluppare questa capacità, in modo che possano trovare gli strumenti per adattarsi ai continui passaggi che la vita impone loro. Siamo noi adulti che dobbiamo fornire la chiave di lettura della realtà che circonda i bimbi per permettere loro di viverla al pieno delle loro possibilità. In che modo?

  1. Offriamo al nostro bambino un ambiente fiducioso e rassicurante, base indispensabile per poter esplorare nuovi contesti: mostriamo che lo amiamo e lo apprezziamo con le parole e con i gesti.
  2. Accogliamo le sue emozioni ed ascoltiamo: anche per noi adulti cambiare è faticoso (pensiamo ad un trasloco, al trasferimento in un altro luogo di lavoro...), ma questa fatica ha un nome, se ne può parlare, si può esprimendo verbalmente (che cosa senti? Che cosa succede?) e quindi si può elaborare. Parliamo con il piccolo delle sue emozioni, ma raccontiamogli anche le nostre: come abbiamo affrontato noi genitori il primo giorno di scuola?
  3. Giochiamo insieme alla scuola: attraverso il gioco simbolico il bambino ha la possibilità di vivere anticipatamente l’ingresso alla scuola, può interpretare vari ruoli (alunno, insegnante) e divenire quindi più sicuro di sè e delle proprie possibilità.
  4. Diamo tempo a ciascun bambino di adattarsi (ad un ambiente diverso, a nuovi amici, ad orari e regole differenti, ad un materiale nuovo e spesso “pesante” da portare...), poichè ciascuno adotterà dei ritmi e delle strategie differenti; osserviamo e collaboriamo con la scuola se si manifestano i segnali di una fatica eccessiva.

 

Capacità del bambino

Intorno ai sei anni, il bambino dovrebbe aver acquisito un certo bagaglio di competenze ed abilità che vengono indicati con il nome di prerequisiti. Si tratta dei mattoni, delle fondamenta che sostengono il bambino all’ingresso della scuola primaria e grazie ai quali si sviluppano le competenze specifiche di lettura, scrittura e calcolo. Osserviamo i nostri bambini e cerchiamo di rilevare se in alcune aree ci sono delle difficoltà: in questo caso possiamo proporre dei semplici giochi di rinforzo e di potenziamento:

 

Consapevolezza del proprio corpo

Il bambino ha bisogno di fare numerose esperienze con il proprio corpo per conoscerlo, per migliorare la coordinazione fra le varie parti (braccia, gambe, tronco...), per acquisire equilibrio, agilità, armonia, per sviluppare la motricità fine: in questo modo la sua immagine si rinforza, i suoi movimenti diventano precisi e armonici.

Giochiamo con la palla; camminiamo su una linea disegnata per terra senza cadere; battiamo le mani e contemporaneamente facciamo un salto; impastiamo, incolliamo, ritagliamo; giochiamo al gioco "Simone dice" e tocchiamo le parti del corpo, anche quelle poco conosciute (gomito,tallone, nuca...).

 

Discriminazione visiva

E’ la capacità di riconoscere somiglianze e differenze di forma, dimensione e caratteristiche tra gli oggetti: questa abilità aiuterà il bambino nella distinzione delle lettere.

Dividiamo i bottoni per colore, forma, numero di buchi; disegnamo una sagoma e chiediamo al bambino di rifarla.

 

Discriminazione uditiva

E’ la consapevolezza dei rumori e suoni presenti nell’ambiente: questa abilità prepara i bambini a cogliere la distinzione tra segni grafici (le lettere) e segni verbali (i suoni) facilitando così la lettura e la scrittura.

Realizziamo diversi rumori e invitiamo il bambino girato di spalle ad indovinarli; produciamo con cucchiai o coperchi suoni lunghi e corti, acuti e gravi, piano e forte.

 

Consapevolezza fonologica

Si tratta della capacità di giocare con la veste sonora delle parole (sillabe, fonemi) e di saperla manipolare: questa abilità riveste un ruolo fondamentale nella comprensione e produzione del linguaggio scritto e migliora la capacità di esprimersi.

Giochiamo al classico “E’ arrivato un trenino carico di...”; inventiamo rime; ritagliamo dai depliants immagini che iniziano con una stessa lettera; giochiamo al gioco delle associazioni (mare, secchiello, sabbia...).

 

Memoria visiva ed uditiva

E’ la capacità di saper ricordare oggetti o forme viste e suoni e rumori percepiti: questa consapevolezza è fondamentale per riconoscere e ricordare la posizione delle lettere e i suoni impiegati per costruire una parola.

Mettiamo una palla in alto, in basso, dietro, davanti e chiediamo al bambino di spostarla nello stesso ordine; nominiamo tre animali e invitiamo il bambino a ripeterli.

 

Ritmo

E’ la capacità di identificare e riprodurre sequenze ritmiche: con questa abilità il bambino si avvicina alla lettura, successione di suoni con un proprio ritmo ed una propria cadenza.

Attraverso il movimento, aiutiamo il bambino a prendere coscienza del ritmo: battiamo con il tamburo dei ritmi lenti, veloci, medi e camminiamo a seconda dei diversi tempi; scandiamo il ritmo di una filastrocca battendo le mani.

 

Sintonizzazione emotiva

E’ la capacità più importante, base e fondamento di tutte le altre abilità. Permette al bambino di sentirsi disponibile verso se stesso e il mondo, trovando un “porto sicuro” al quale attingere nei momenti di difficoltà e di stress.

Esserci con la nostra presenza ed il nostro cuore, stare a fianco del bambino senza giudizio rispettando i suoi tempi, parlare delle emozioni (rabbia, paura, tristezza) che ci accompagnango ogni giorno.

 

Una storia che aiuta

Un libro può accompagnare i nostri bambini in questa nuova conquista: storie in cui bambini o cuccioli si avventurano nel mondo della scuola favoriscono la presa di coscienza e l’immedesimazione. I racconti inoltre aiutano i bambini a capire le proprie paure e ad affrontarle. Se non è ancora nostra abitudine, creiamo il “rito della lettura”: ogni pomeriggio o sera, dedichiamo un po’ di tempo a questa attività insieme al nostro bambino. In questo modo offriremo al nostro piccolo non solo la possibilità di dare voce alle sue emozioni, ma anche il nostro sostegno, la nostra rassicurazione ed il nostro appoggio.

 

 

 

Letture consigliate

  • Stephanie Blake, Non voglio andare a scuola, Babalibri.

  • Nicoletta Costa, L’alfabeto della scuola, Emme Edizioni.

  • Doyon-Richard Louise, Giocare per imparare, Red Edizioni.

  • Marie-Hélène Place, 100 attività Montessori per preparare il mio bambino a leggere e scrivere, L’Ippocampo Ragazzi.

  • Isabelle Filliozat, Le emozioni dei bambini, Piemme.

  • Daniel Siegel, Esserci, Raffaello Cortina.

 

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