L O A D I N G
Psicomotricista Funzionale / Pedagogista Clinico / Consulente Pedagogico / Terapista DIR-Floortime Proficiency
Psicomotricità Funzionale

La Relazione come base della crescita del bambino

In ambito educativo, alcuni importantissimi studi di neuroscienze ci stanno offrendo non solo delle lenti nuove attraverso le quali guardare lo sviluppo dei nostri bambini, ma anche gli strumenti necessari per far sì che tale crescita possa essere la più armonica e funzionale possibile.

Una di queste è la Teoria Polivagale di Stephen Porges, neurofisiologo americano che pone al centro dell’educazione lo sviluppo del sistema nervoso autonomo (SNA) come alleato della crescita, il concetto di “safety” come campo sicuro che permette la maturazione del bambino e l’idea della co-regolazione, intesa come sintonizzazione emotiva-affettiva tra il genitore ed il bambino, vero motore dello sviluppo e dell’apprendimento.

Porges ci informa che il nostro SNA è costantemente connesso con il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e che ha un impatto importante sul nostro modo di stare al mondo. Il SNA per far fronte alle avversità e per proteggerci dai pericoli e dallo stress, si è filogeneticamente sviluppato secondo un sistema gerarchico, che porta all’attivazione di una delle tre vie che lo costituiscono e che sono il sistema parasimpatico vagale dorsale, quello vagale ventrale e il sistema simpatico.

Il SNA osserva se la nostra sopravvivenza è a rischio e il più velocemente possibile fornisce una risposta che è, in quel contesto e in quella situazione, la miglior risposta possibile per farci stare in una situazione di sicurezza.

Nella sua forma più primitiva, il SNA osserva la situazione e organizza una risposta attraverso l’attivazione della branca dorsale del nervo Vago (il X nervo che presenta numerose connessioni tra cervello, muscoli, polmoni e viscere): il pericolo viene visto come una minaccia per la vita e la risposta è quella del congelamento, dell’immobilizzazione, del fingersi morti. E’ una risposta estrema che porta ad una perdita, anche totale, di energia.

Un’altra via che può attivarsi è quella del SNA simpatico che valuta la sicurezza dell’ambiente nel quale ci troviamo ed offre una risposta di fronte al pericolo che è un atteggiamento di attacco o fuga: o ci arrabbiamo e diventiamo aggressivi o al contrario scappiamo.

La via più evoluta è la risposta che il nostro corpo dà legata al nervo Vago ventrale con l’attivazione del SNA parasimpatico. In questo caso il pericolo viene affrontato in relazione: la connessione con l’altro, il coinvolgimento sociale, la sintonizzazione emotiva che solo l’altro ci può dare, ci permettono di fronteggiare l’avversità, di sentirci al sicuro e di sperimentare benessere. “So che è così, mi dispiace che stai male, ma io sono qui con te” è la risposta che l’adulto offre al bambino e che, grazie alla sua presenza, regola il suo SNA verso lo sviluppo della branca ventrale.

Se stiamo bene, al sicuro, siamo disponibili ad apprendere e a stare in connessione e ci troviamo nello stato vago ventrale. Se ci sentiamo minacciati, entriamo nel sistema simpatico che ci attiva o facendoci agire o allontanandoci dalla situazione. Se il pericolo è più grande e minaccia la vita, finiamo nel vago dorsale dove ci immobilizziamo o ci congeliamo perchè questa è l’unica via per la salvezza.

Tale sistema funziona in modo automatico: Porges parla di neurocezione per indicare il processo che, senza la nostra volontà ed a tutte le età, monitora gli stimoli ambientali che giungono al nostro sistema nervoso per catalogarli in base alla presenza o meno di un pericolo, fisico o psicologico, per la nostra vita ed attuando una risposta conseguente: sbattere la porta e allontanarsi dal problema, dirsi che la situazione è terribile e che non ce la faremo mai a superarla, agire contro quella persona o quella situazione sono alcune risposte adattive che il nostro cervello elabora per proteggerci.

Guardare alla crescita del bambino mettendoci le lenti della Teoria Polivagale di Porges porta alla luce alcune considerazioni importanti.

Quando il bambino si trova in una situazione di stress, il suo SNA attiva una risposta automatica per stare in quella situazione che può essere di inibizione, perdita di energia o immobilizzazione se si attiva il sistema vago dorsale, di aggressione fisica o verbale o di allontanamento se si attiva il sistema simpatico o di condividere le sue emozioni, piacevoli e non, in una relazione se è attivo il sistema vago ventrale.

Cosa sta dicendo il Sistema Nervoso al bambino? E’ in uno stato dorsale, simpatico o ventrale? Cosa c’è al di sotto del comportamento visibile? Cosa fa sentire il bambino minacciato?

Non è più possibile aggirare queste domande, di fronte ad una teoria così dominante che oltre a mettere in discussione il nostro modo di relazionarci con i bambini, mette in discussione anche noi stessi come genitori o professionisti dell’educazione.

Fin da piccolissimo il SNA del neonato osserva gli stimoli ambientali che gli arrivano e attiva una risposta: se nei primissimi mesi la risposta può essere solo vago dorsale, mano a mano che il piccolo cresce, la maturazione del suo SNC e SNA insieme alle caratteristiche e alla qualità dell’ambiente, ne permettono la crescita e la maturazione.

Quanto più l’ambiente attorno al bambino si mostra come un campo sufficientemente buono a soddisfare i suoi bisogni, tanto più la via vago ventrale si sviluppa, offrendo al piccolo una risposta funzionale che potrà essere sperimentata più facilmente anche in situazioni future. L’adulto diviene quindi il co-regolatore degli stati autonomici del bambino, il mediatore attraverso il quale il pericolo dell’ambiente può essere sopportato permettendo al bambino di sentirsi al sicuro nella relazione e di sviluppare attaccamenti positivi. Questo inoltre permette al bambino di sviluppare la resilienza, la capacità cioè di far fronte alle avversità della vita in maniera positiva e funzionale e di connettersi con il cervello del cuore.

Quando ciò non accade, le risposte sono attivate dal sistema simpatico (attacco-fuga) o dal parasimpatico vago dorsale (immobilizzazione e congelamento) e se la frequenza di queste risposte supera quella delle risposte attivate dal vago ventrale, potrebbero risentirne i vissuti del bambino, la sua persona, le sue relazioni di attaccamento, il suo modo di stare al mondo.

Il bambino si nutre di contatto, di sguardi, di presenza, di connessione, di voce e tutto ciò che è relazione ed affettività ne permette lo sviluppo!

Avendo ben chiaro questo concetto, chiediamoci come noi adulti ci poniamo di fronte al comportamento del bambino: ci inibiamo o attacchiamo anche noi magari urlando più forte del bambino oppure ci poniamo vicino a lui, aspettiamo senza giudicare che l’emozione forte si plachi e poi offriamo il nostro sostegno?

La via vago ventrale si allena e se lo sviluppo del bambino dipende dall’affettività e dalla relazione, il nostro compito è quello di offrire il maggior numero di esperienze che attivino questa via, in modo che il bambino possa ricorrere ad essa con più frequenza e più facilità mano a mano che cresce. Ciò permette anche di uscire con maggior facilità dalle risposte date dal vago dorsale e dal sistema simpatico, risposte più primitive ed immature, per rifugiarsi nel senso di sicurezza che solo la via vago ventrale ci può offrire.

 

Come fare allora per poter educare e quindi rinforzare questa via così importante per la crescita e lo sviluppo del bambino?

Innanzitutto dobbiamo allenarci ad osservare e comprendere lo stato autonomico del bambino (ventrale, dorsale o simpatico). In questo modo ci alleiamo con il suo SNA e cerchiamo di comprendere i motivi che hanno portato a quella risposta. Cerchiamo di porci delle domande e di vedere sotto al comportamento visibile.

Il luogo dove si trova il bambino è per lui sicuro (parco, scuola, supermercato, festa di compleanno..)? Quali stimoli sensoriali possono sovraccaricare il mio bambino e portarlo ad una risposta di iper o ipo attivazione? Come reagisce di fronte al rumore o al silenzio, alle luci forti, intermittenti o soffuse, ai suoni improvvisi, continui, deboli, al contatto con altri bambini, ai movimenti veloci o lenti, agli spazi aperti o chiusi?

Il profilo sensoriale, cioè il modo attraverso il quale il bambino modula gli stimoli dell’ambiente è importantissimo affinchè si possa creare quella sensazione di sicurezza così importante per la crescita. Ed è la presenza dell’adulto che con il suo contenimento può offrire un luogo sufficientemente sicuro e sereno che permetta al bambino di aprirsi e rendersi disponibile verso il mondo.

Una volta che siamo entrati in connessione con il SNA del bambino, possiamo validare le sue emozioni sintonizzandoci con esse attravero canali non verbali: utilizzare il canto ed un tono di voce ad alta frequenza, una postura adatta vicina e presente, una affettività che si esprime attraverso i gesti e le espressioni del viso, un uso del tatto e del con-tatto come strumenti di conoscenza.

Alla fine, in base all’età del bambino, possiamo usare le parole e porre delle domande che portano ad una sintonizzazione cognitiva (mi sei sembrato spaventato...come possiamo fare per…) e che aiutano il bambino a riflettere su quanto accaduto trovando una soluzione alternativa al problema. La narrazione che ne scaturisce è importante perchè offre una decodifica di quanto è accaduto, permettendo al bambino di pensare all’esperienza in un’ottica rassicurante.

Sicurezza non significa evitare qualsiasi problema o frustrazione: sicurezza è esserci, come adulto amorevole, disponibile, presente, base affettiva sicura per l’esplorazione verso se stessi e il mondo esterno.

In Psicomotricità Funzionale si parla di funzione energetico affettiva: la presenza attenta dello psicomotricista e la creazione di un setting adatto ai bisogni sensoriali del bambino offrono al piccolo quello spazio sicuro dentro il quale potersi muovere per risalire la scala dello sviluppo emotivo-funzionale e vivere una esperienza di benessere che va ad alimentare e sostenere la sua autostima ed il suo essere al mondo!

La connessione, la relazione, l’affettività permettono l’esercizio neurale di allenamento e tonificazione del nervo vago ventrale, vera via verso il benessere!

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